Di Beatrice Superbi
La cronaca delle scorse settimane si è focalizzata sul nuovo controllo dell’Afghanistan da parte dei talebani. Gli eventi che si sono succeduti e il ricordo delle violenze passate hanno stimolato molti artisti a creare opere, quadri, murales, fotografie. Qui troverete il contributo di tre donne, tre attiviste che attraverso l’arte cercano di sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale.
![]() |
| nightmare, Shamsia Hassani (@shamsiahassani su Instagram) |
Una tra le artiste più impegnate è Shamsia Hassani, street artist e professoressa di scultura all’Università di Kabul. La prima opera è datata 9 agosto 2021 e si intitola nightmare, ovvero "incubo". Troviamo una donna in primo piano con il cuore spezzato mentre stringe a sé la tastiera di un pianoforte, simbolo di quella cultura e di quella libertà che potrebbe venire spazzata via in qualsiasi momento. Un burqa di un bellissimo verde acqua le permette di mostrare solo gli occhi ma non riesce a contenere il ciuffo di capelli della fronte. Indossa un vestito con la gonna che porta il ricamo di una città, Kabul, la sua casa. Il grigio del vestito viene ripreso sullo sfondo che delinea i tratti dei talebani, una massa nera incombente.
Nella sua pagina Instagram troviamo poi due opere che sono in sequenza tra loro: Taliban, fear, stress, war, peace… e Death to Darkness. Nel primo, una donna piangente offre un fiore, una luce ad un soldato dagli occhi di fuoco, mentre nella seconda vignetta troviamo il fiore a terra, e mentre la donna è china piangente come una madre al capezzale del suo bambino. Dell’uomo armato non vediamo più il volto che rimane fuoricampo mentre il vestito della donna si fa più lungo, fino a nasconderle i polsi.
![]() |
| Death to darkness, Shamsia Hassani (@shamsiahassani su Instagram) |
La situazione è disperata ma Shamsia non cessa di lottare: il ciuffo che esce dal velo e il volto non coperto mostra la volontà di ribellione. L'artista ha deciso inoltre di creare ogni giorno un murales diverso, che ci permette di vedere attraverso le sue storie Instagram.
![]() |
| Lida Afghan (@lydaseyes su Instagram) |
Una seconda artista afgano-danese è Lida Afghan. Vivendo in Europa, ha sempre cercato attraverso la sua produzione di aiutare le donne del suo paese ad emanciparsi.
È interessante una sua opera datata 10 marzo 2021, diversi mesi prima che la situazione degenerasse. Si tratta del volto di una donna imbavagliata che fa da sfondo a una coppia: un uomo trascina una donna in burqa come se si trattasse di un animale. Una interpretazione poco progressista del Corano legittima infatti il possesso delle donne da parte degli uomini.
![]() |
| Lida Afghan (@lydaseyes su Instagram) |
![]() |
| Masomeh Tavakoli (@masomeht_photography su Instagram) |
Masomeh Tavakoli è una fotografa afghana rifugiata in Iran. Sulla sua pagina troviamo due foto legate a questi eventi, datate 14 e 15 agosto. Si tratta del ritratto di due donne; della prima si vedono solo gli occhi, che piangono sangue, mentre la seconda è coperta integralmente e si trova in rapporto con un piccolo uccello posto davanti a sé, chiuso in gabbia. Il parallelismo, dato anche dai colori, è evidente.
![]() |
Masomeh Tavakoli (@masomeht_photography su Instagram) |
Queste tre artiste hanno voluto denunciare la loro preoccupazione per il futuro delle donne, dei bambini, ma anche la scarsità dell’intervento degli stati occidentali nell’aiutare i profughi. Oltre a donare alle associazioni dedicate, ci insegnano che purtroppo non possiamo fare molto per aiutare gli afghani in questo momento così buio. La verità, però, è che a volte anche un follow o un like su Instagram possono fare la differenza, e i tre account citati ne sono la prova: seguire queste donne, queste artiste, sulle loro pagine social, significa infatti non solo sostenerle, ma sostenere la loro battaglia.







Commenti
Posta un commento