Edgar Degas, ritratto di un quasi impressionista

Di Angelica Brugnano

Sono passati esattamente 105 anni dalla morte di Edgar Degas, uno dei pittori francesi più innovativi del XIX secolo, eppure i suoi quadri ci colpiscono ancora oggi per la loro grande profondità emotiva.
Degas è stato uno dei maggiori artisti che hanno lasciato un’impronta nella storia dell’arte, un uomo poliedrico di straordinaria versatilità: tra le sue opere troviamo lavori a pastello, schizzi a matita, stampe, sculture in cera e bronzo.
In questo articolo cercherò di ripercorrere le tappe principali della sua vita attraverso le sue opere più significative.
 
Edgar Degas, Due ballerina sulla scena, 1874, olio su tela,
61,5x46 cm, Courtauld Gallery, Londra

Degas nasce a Parigi il 19 luglio 1834 da una famiglia piuttosto agiata. Dopo una prima formazione classica si iscrive alla facoltà di giurisprudenza, più per assecondare la volontà del padre che per interesse nella materia. La sua vera vocazione erano le belle arti: amava Ingres e Velàzquez, il disegno e la copia degli antichi, tant’è che era solito passare interi pomeriggi al museo del Louvre a studiare e ad ammirare i maestri del passato.

Nel 1855 riesce a entrare all'École des Beaux-Arts, la scuola d'arte più prestigiosa dall'epoca. Dopo neanche sei mesi però decide di lasciare la scuola e recarsi in Italia per studiare l'arte antica e i maestri del Rinascimento; nel suo viaggio tocca Napoli, Roma e Firenze.
Rientra a Parigi nella primavera del 1859, conscio di una maggior fiducia e consapevolezza delle proprie capacità. Nascono in questo periodo una serie di quadri a sfondo storico, in cui il bagaglio artistico acquisito dall’artista in Italia si concilia con una visione dinamica e vivace del mondo contemporaneo.

Negli anni immediatamente successivi Degas si avvicina a una pittura più realistica, allontanandosi gradualmente dai temi storici e concentrandosi sulla vita contemporanea; grazie all’amicizia con alcuni musicisti scopre il mondo variopinto delle quinte del teatro. Rappresentativo di questo nuovo modo di fare arte è il Ritratto di Madamoiselle E. F...; a proposito del balletto "La Source" (1867-68), il primo dipinto dell'artista che ha come tema un balletto contemporaneo.

Edgar Degas, Ritratto di Mademoiselle E.F...; a proposito del balletto "La Source", 1867-68,
olio su tela, 130x145 cm, Brooklyn Museum of Art, New York 

Questo mutamento tematico ha il suo culmine all'inizio degli anni Settanta, quando la pittura di Degas inizia ad aderire completamente alla realtà. Nonostante la vicinanza con gli Impressionisti, ai quali si sentiva affine per la forte insofferenza alla pittura ufficiale del tempo, non si definì mai «impressionista»; preferiva il termine «realista», in quanto non condivideva alcune idee degli impressionisti: mentre i colleghi uscivano all’aria aperta per catturare la luce e cogliere la mutevolezza della realtà, Degas preferiva aggirarsi per le strade di Parigi, tra i tavolini dei bistrot, entrare nei salotti e nelle quinte dei teatri, spiare nell’intimità del quotidiano.
I soggetti che predilige sono fantini, balletti, lavandaie, scorci di vita notturna parigina. Realizza in questo periodo i suoi più grandi capolavori, come La scuola di danza (1873-1875), Carrozza alle corse (1872) e L’assenzio (1875-1876).


Edgar Degas, La scuola di danza, 1873-75, olio su tela, 85x75 cm, Musée D'Orsay, Parigi

Edgar Degas, Carrozza alle corse, 1872, olio su tela, 36,5x55,9 cm, Museum of Fine Arts, Boston 

Edgar Degas, L'assenzio, 1875-76, olio su tela, 92x68 cm, Museo D'Orsay, Parigi

Questo bisogno di veridicità, di cogliere il movimento, lo spingono a modellare anche con la creta e con la cera le forme dei suoi cavalli, le sagome delle ballerine, le curve dei corpi. La scultura più celebre è forse la Piccola danzatrice di quattordici anni (1879-1881).

Foto di David Brandt- Staatliche Kunstsammlungen Dresden, Pubblico dominio,
https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=11543914

Il valore artistico di Degas a questo punto era ormai chiaro a tutti. Nonostante il suo successo però si tratta di anni difficili per il pittore: dal 1890 inizia a soffrire di gravi disturbi alla vista, che sul finire del secolo lo portano alla cecità. A causa del peggioramento della vista rinuncia alla pittura e al disegno e si dedica prevalentemente alla scultura, l'unica tecnica artistica che poteva essere sottoposta al tatto. Sono anni di profonda inquietudine e solitudine che sfociano in un lento e inesorabile declino psicologico.

Degas muore a Parigi il 27 settembre 1917, dopo un’intera esistenza dedicata esclusivamente all’arte.
Oggi riposa nella tomba di famiglia al cimitero di Montmartre a Parigi.

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